L'altra sera ero all'IKEA di Afragola.
Pieno di afragolani che, suppongo, non abbiano niente di meglio da fare che portare i propri figli a kinderland e cenare con polpette svedesi.
A un certo punto l'altoparlante, disperato, chiedeva se un medico fosse presente in sala e che si presentasse all'ingresso. E l'annuncio è stato ripetuto diverse volte, angosciato. Poi è arrivato il medico. Alto, capelli leggermente brizzolati, bellissimo, auterovole ha tastato il polso di una signora che, taumaturgicamente, già sembrava stare meglio.
Che invidia.
Mai nessun altoparante che, disperato, chieda se c'è un economista in negozio. Ne conosco di bravissimi. Persino di Afragola.

