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giovedì, 23 febbraio 2006

Integralismi Barksiani

Io personalmente sono indignato: Qui, Quo, Qua difendono Zio Paperino non Zio Paperone.

(si non è un caso che l'immagine sia in tedesco)
postato da: iaco99 alle ore 18:39 | link | commenti (2)
categorie: losing my religion

Commenti
#1   23 Febbraio 2006 - 18:43
 
Lasciamo a Prodi le sue "papere"...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente supernova74

#2   01 Marzo 2006 - 11:00
 

Hallo prof,
per completare le tue analisi economiche integrate,prova a leggere questo articolo su www.jobonline.it
che ti incollo di seguito

Orientamento
10 febbraio 2006
Il paradigma di Paperone: il mondo del lavoro
attraverso i personaggi di Walt Disney
a cura di Laura Colombo (ETAss)


All'interno

Paperone: il profitto prima di tutto
Topolino: il libero professionista
Paperino: il precario, per caso e per scelta
Gastone: il raccomandato dalla vita
Brigitta: l’imprenditrice al femminile

Risorse on line



Se qualcuno di voi ancora pensava che leggere Topolino fosse una cosa da ragazzini, tra poco cambierà idea. I personaggi del più famoso disegnatore del mondo riflettono in modo puntuale modelli tipici della nostra società, in cui sono facilmente riconoscibili nomi noti e situazioni vissute da tutti noi, con un’estrema attualità malgrado i personaggi siano stati creati nella prima metà del secolo scorso.

Paperone: il profitto prima di tutto

Se qualcuno ancora pensava che leggere Topolino fosse una cosa da ragazzini tra poco cambierà idea. I personaggi del più famoso disegnatore del mondo riflettono modelli tipici della società, a cui sono facilmente riconducibili nomi noti e situazioni vissute, con grande attualità.
Partiamo da Zio Paperone. È un grande imprenditore, disposto a tutto pur di raggiungere il suo scopo: creare profitto. Per l’obiettivo passa sopra i legami parentali, rinuncia all’amicizia, usa strategie utilitaristiche: a farne le spese sono i suoi più stretti collaboratori (il maggiordomo); poi gli amici (ad Archimede viene chiesto di inventare di tutto e senza richiedere compensi) e poi i parenti più stretti (Paperino viene coinvolto nelle avventure più azzardate e nei compiti più faticosi sotto il ricatto dell’elenco di debiti). Unico vezzo di Paperone è la “distinzione”: lui vuole essere “il migliore”. Questo bisogno di riconoscimento lo porta a fare errori ed operazioni dannose. Ma non vi ricorda nessuno? Provate ad aprire i giornali. Consigli: attenzione ai valori (autorità e autorevolezza sono cose diverse) e alle persone: qualcuno deve essere salvato, anche di fronte a un possibile profitto.

Topolino: il libero professionista

Topolino, grandi doti di analisi e comprensione dei fenomeni e delle situazioni, lavora da solo da sempre. Si affianca al Commissario Basettoni per cui presta consulenze per risolvere i misteri dei crimini più complessi della città. È un personaggio di successo, economico e sociale, ha una vita relazionale stabile (fidanzato perenne di Minnie), viene invitato come esperto a congressi e seminari. Per lui la libera professione è una scelta consapevole e che gli dà ottime soddisfazioni ma che lo porta ad essere impegnato costantemente in missioni pericolose ed impegnative. Il tempo è il problema di Topolino: è sempre poco rispetto agli impegni e Minnie se ne lamenta. Difficile conciliare una vita tranquilla con obiettivi di crescita professionale, ma il nostro Topolino gestisce le situazioni con intelligenza e garbo occupandosi anche degli amici (è sempre vicino a Pippo, il suo amico più caro, che rappresenta la sua antitesi caratteriale).Topolino è un mito: lui sta bene così, va bene così. Consigli:qualche vacanza di più con la fidanzata e scampagnate con gli amici, per non farsi sopraffare dallo stress e perdere di lucidità ed efficienza, ma anche per non perdere le persone care.

Paperino: il precario, per caso e per scelta

Ma è mai possibile che riesca a trovare solo i lavori più assurdi, precari e mal pagati? Si, ci riesce con assoluta costanza, e per giunta gli capita anche di perderne alcuni!
Paperino, nipote del papero più ricco del mondo, non riesce ad arrivare a sera.
I creditori che lo rincorrono per avere quanto dovuto non si contano, ma lui non si dispera, semplicemente scappa. Il fatto di avere i tre nipotini a carico non lo porta a riflettere sulla sua condizione e a cercare una via verso la stabilità: piuttosto si imbarca in avventure piuttosto scombinate dove ad un lavoretto incerto ne segue un altro. Così tira a campare. L’autostima non fa faville: sono frequenti le crisi che lo colpiscono e lo portano alla depressione. Ma lui si riprende appena succede un evento fortuito che interpreta come risolutivo senza preoccuparsi del domani. Consigli: colloquio di orientamento, corso di specializzazione e avviamento al lavoro. Ma soprattutto un po’ più di autocritica e voglia di impegnarsi per un progetto stabile.

Gastone: il raccomandato dalla vita

Gastone rappresenta quelli a cui va sempre tutto bene: e ai comuni mortali questo sembra non essere possibile, eppure è così. Sono quelli che fanno un concorso così per provare e lo superano, sono quelli che conoscono la persona giusta per il posto giusto, sono quelli a cui la vita sorride sempre. Perché poi è abbastanza vero che quando le cose vanno bene, normalmente è tutto più facile.
Qui c’è poco da fare: non si può studiare da Gastone. Non ci si può inventare doti che non si hanno (la simpatia, la bellezza – si perché nel nostro mondo fatto in buona parte di “facciate” aiuta anche quella, la provenienza da una famiglia prestigiosa, ecc..).
Sì, su questo non c’è molto da inventare, però ci si può aiutare. Come? Aiutando la fortuna a trovarci: l’unico modo è amplificando la ricerca di opportunità e cercando, attraverso un impegno costante, di migliorare noi stessi e quindi l’immagine che gli altri, il mondo, percepiscono di noi. Consigli, non ai “Gastone”, perché non ne hanno bisogno, ma a tutti quelli che aspirano a diventarlo: corso di self empowerment e – se siete credenti - qualche pellegrinaggio a santuari certificati.

Brigitta: l’imprenditrice al femminile

Brigitta è l’unico personaggio femminile di Disney che esce dagli stereotipi della donna tutta cuore, moda, cucina e nipoti. Brigitta, innamorata da sempre del suo “Paperonuccio”, dimostra buone propensioni imprenditoriali, anche se si avventura in affari strampalati con il suo socio per antonomasia Filo Sganga.
Brigitta ha due grandi obiettivi: prioritaria è la conquista di Peperone ma - per giungere a questo obiettivo - deve dimostrarsi all’altezza del suo amato creando imprese a volte davvero strampalate.
In questo caso ci troviamo di fronte ad un’imprenditrice per amore, una tipologia molto vicina a quella delle imprenditrici “di famiglia”, ovvero donne che affiancano i propri compagni nella gestione aziendale di strutture create e sviluppate insieme. Brigitta mischia i motivi di cuore a quelli di affari, mette la creatività a servizio del proprio lavoro, usa – oltre alle capacità intellettive - tutti gli strumenti emotivi di cui dispone sostenendo progetti in cui il diversity management fa la differenza. Consigli: meglio separare le cose, il cuore ha le sue regole, il business altre, ricordando che essere donna può essere un vantaggio competitivo da sfruttare al meglio.
utente anonimo

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