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giovedì, 10 gennaio 2008

Paranoia Agent di Satoshi Kon

Satoshi Kon è un grandissimo regista, Satoshi Kon è un pazzo, Satoshi Kon è un visionario ecc. ecc.

Ciò detto: Paranoia Agent.

Ho visto i 13 episodi quest’estate, due notti di seguito. In Paranoia Agent c’è tutto, da Fellini al Signore degli Anelli, passando per Cronenberg ed Akira (abbondantemente citato nel Gran Finale), con inoltre le due più belle sigle dai tempi di Cowboy Bebop,ed il finale ciclico e aperto, e io impazzisco per i finali ciclici e aperti

 

Paranoia Agent è principalmente la storia dell’indagine di due agenti sulle misteriose aggressioni di un manico, Shonen Bat, ma la trama, comunque perfetta e coerentissima nonostante a partire dal settimo episodio si sposti quasi totalmente sul piano onorico, è sostanzialmente un pretesto per parlare di solitudine, alienazione, dissonanza cognitiva, rifiuto dei propri limiti ed errori, fuga dalla realtà (che ha nel suicidio – al centro dell’episodio 8- la sua forma massima) e probabilmente di centinaia di altre cose che non ho potuto capire*.

E quindi per dirla con Filippo Mozzarella “Tolto Hayao Miyazaki (non occorre che ve ne spieghi i motivi), il quarantaquattrenne Satoshi Kon è il più grande regista di anime vivente. Punto. E probabilmente uno dei quattro/cinque autori di cinema tout court più importanti fra i nipponici contemporanei. Punto e virgola. Dunque, uno delle due dozzine scarse di cineasti esistenti al mondo in grado di far compiere al cinema ancora qualche minuscolo accenno di avanzamento. Punto esclamativo. Purtroppo, caro lettore italiano non otaku, la conoscenza del suo lavoro ti è stata finora preclusa.”

 

Insomma, se proprio non volete recuperarvi l'opera omnia, almeno noleggiate Paprika al Blockbuster, invece delle solite stonzate americane.

 

* ad esempio ho scoperto che sul finire dell'ultimo episodio viene completato un laborioso calcolo che ci si portava dietro dal primo e compaiono i caratteri di A-NI-ME ( - - ).

 

postato da: iaco99 alle ore 10:23 | link | commenti
categorie: the incredible tide